Davide Van De Sfroos a Voghera
Davide Van De Sfroos a Voghera

con la collaborazione speciale di Valentina Tubino

13 Marzo 2010

Giovedì 4 Marzo, a Voghera c’è stata la tappa più a sud-ovest di tutto il "DAVIDE VAN DE SFROOS SHOW" e una delle ultime serate del Tour.

Il desiderio di andare a sentire il Bernasconi, nasceva dal fatto di averlo conosciuto, quasi casualmente, tramite il pezzo “La Curiera” dei Zona Sismica presente in “Hic sunt leones”, e poi grazie ad Andrea - il Sismico, che mi aveva fatto sentire altri pezzi. In seguito, una breve ricerca su YouTube ha concretizzato questo amore a “primo udito” e mi ha convinto a cercare una data del Tour vicina a Genova, per andare al concerto!

Nel pieno della mia ignoranza in materia e proprio in virtù di quell’amore istintivo e immediato, avevo con l’entusiasmo di chi è sicuro che qualsiasi cosa gli piacerà.

Scopro solo dopo il rabbuiarsi del palco silenzioso, quando gli addetti cercano di svuotare la sala per spegnere le luci anche lì, che il concerto-teatrale è stato voluto dal cantautore in collaborazione con l'Assessorato alle Culture, Identità ed Autonomie della Lombardia, proprio per valorizzare il patrimonio culturale locale.

L’impressione è quella di un tragitto circolare, che parte dalla ricerca e conoscenza delle nostre tradizioni, quindi dal dialetto in primis, che poi, messo in musica, ci permette di tornare alle nostre origini e di non perderle, tramandandole ancora.

In questo senso, lo spettacolo non si limita a far conoscere il patrimonio culturale locale. Tutt’altro. Gli ospiti, diversi da serata a serata del "DAVIDE VAN DE SFROOS SHOW", invitati tutti personalmente dal Bernasconi, portano le loro esperienze, le loro tradizioni e cultura da condividere con tutti i presenti in sala.

Il padrone di casa DVdS sul palco è contemporaneamente filo conduttore, cabarettista, comico e attore insieme. Senza evidenti copioni di riferimento, pronto all’improvvisazione brillante dettata dagli interventi inaspettati del pubblico, gioca con le parole, traduce in inglese tutto il dialetto comasco che altrimenti sarebbe difficilmente comprensibile (io personalmente ringrazio!!), riesce a tenere altissima l’attenzione.

Ma il bello non è solo questo. L’impressione è che il suo concerto sia un generoso trampolino di lancio per altri artisti di musica “popolare”. DVdS si mette in disparte per dare spazio a un gruppo emergente che canta in dialetto Milanese, i “T’è capì”, che poi presenta e sponsorizza con belle parole davanti alla platea. Poi arrivano due artisti (i nomi purtroppo li ho dimenticati) che ci regalano un paio di pezzi di musica popolare meridionale e calabrese, con tanto di tamburello. Sono “diversamente settentrionali” come dice DVdS.

C’è anche un momento di omaggio alla tradizione Genovese, in cui l’attrice Stefania Pepe canta “Ma se ghe pensu”. La pronuncia del dialetto “zeneize” lascia un po’ a desiderare, ma in mezzo a un pubblico principalmente lombardo, di tutte le età, immagino che soltanto Valentina ed io ce ne saremo rese conto. E comunque è stata per me una emozionante sorpresa.

Infine, ecco il momento ritagliato per Francesco Piu, il chitarrista che lo accompagna durante tutto il Tour insieme a Angapiemage Galiano Persico (violino), Paolo Legramandi (basso) e Davide Brambilla "Billa" (fisarmonica e piano). Piu abbraccia la sua chitarra elettrica e con un guanto da dito in metallo sull’anulare, inizia a suonare ad un ritmo forsennato Cross Road Blues, con un risultato che lascia in visibilio il pubblico. Rimango quasi in un’apnea solidale tanto è bravo e mi sciolgo con tutti gli altri in un applauso scrosciante lunghissimo. Valentina ha le lacrime agli occhi.

Lui, Davide Bernasconi in arte Davide Van de Sfroos, del suo repertorio suona solo 6 o 7 canzoni in tutta la serata, ma tranne “La Curiera”, che conoscevo già (Grazie Sismici!), e la “Balera” che mi suggerisce Valentina, non sono in grado di dire cosa abbia cantato. Di sicuro tutte molto belle. Il pubblico partecipa, già dalla prima canzone, battendo le mani, fischiettando. Siamo tutti piantati in filari di poltroncine, ma quando la musica parte ed è bella allegra, alcuni si sradicano e prendono l’onda per andare a ballare nei corridoi laterali. Il clima è caldo e DVdS è veramente a suo agio, come se fosse tra amici più che su un palcoscenico.

E’ davvero un grande intrattenitore e il pubblico è esso stesso partecipe attivo dello spettacolo, molleggiando a tempo di musica, ridendo alle battute e commentando a voce alta, così da sollecitarlo ad interagire fuori copione.

Torniamo a Genova soddisfatte. Sicuramente questo sarà solo il primo di altri spettacoli che andrò a vedere, soprattutto perché mi è rimasta la curiosità di quelli di cui avevo sentito parlare, tutti musica e balli fino a sfinimento!

sfroos10

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